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Storia


Varie sono le ipotesi sull'etimologia del nome Rapagnano. La più accreditata si fa risalire a "Ripa di Giano", dal momento che nella sommità del colle sarebbe sorto un tempio a quel Dio solare.

Altra ipotesi comunemente accettata è l'opinione che Rapagnano abbia tratto il nome dalla coltivazione nel suo territorio di rape o ravanelli. Quest'idea è palese­mente espressa dallo stemma comunale scolpito, posto al centro della facciata del palazzo civico, il quale riporta un cipresso che s'innalza da tre monti all'italiana, alla destra del quale si leva una stella cometa ed alla cui sinistra campeggia una rapa. Un'altra raffigurazione della rapa è riportata nei bolli a secco su documenti del Comune di Rapagnano, conservati all'Archivio di Stato di Roma nei quali, racchiu­si in un cerchio, sono effigiati i compatroni San Giovanni Battista e S.Tommaso d’Aquino, tra i quali si trova la figura della rapa.

 

                                    

 

Giovanni Tommaso

Rapa

Lo stemma con la rapa al centro e S.Giovanni e S.Tommaso d’Aquino ai lati.

Stemma che figura nei documenti del XVII e XVIII secolo

 

 

I documenti consultati ci permettono di dividere le antiche vicende dello stemma rapagnanese in tre periodi: il primo dopo l’arrrivo a Rapagnano delle reliquie di S.Giovanni e S.Tommaso d’Acquino, alla fine del 1300. I due Santi sono eletti compatroni del paese ed effigiati nello stemma dentro un cerchio
Il secondo periodo ha inizio nel 1570 quando dopo la separazione, S.Giovanni diventa unico protettore, mentre S.Tommaso d’Acquino e S.Tiburzio sono comprotettori.
Scomparsi dallo stemma i Santi, resta solo la rapa, come risulta da diversi documenti del XVII e XVIII secolo.
Il terzo periodo inizia verso la seconda metà dell’800.
Oggi abbiamo uno stemma che, tranne per la rapa, differisce sostanzialmente dal precedente. Non ci sono più le effigi dei due Santi. Al centro, dal basso, si innalzano tre monti all’italiana, da cui nasce un cipresso. Sul lato destro del cipresso campeggia una stella cometa e su quello sinistro una rapa
Sul perché della trasformazione dello stemma primitivo, appare condivisibile l’ipotesi di una laicizzazione dell’immagine, avvenuta nella seconda metà del sec. XIX, dopo la caduta dello stato Pontificio.

 

Stemma

 

Rapagnano è citata in alcuni scritti dello storico Plinio il vecchio. Fu abitato già in epoca preromana. A tesimonianza nel 1880 in località S. Tiburzio (oggi conservati nel Museo Archeologico di Ancona) vennero alla luce materiali piceni come scudi, lance, elmi di bronzo e il Disco Corazza, di notevole importanza, databili intorno al VI sec. a. C.

Nel secolo XI, come è avvenuto per numerosi altri centri anche a Rapagnano è avvenuto il fenomeno dell’incastellamento.
Rapagnano viene registrato come possedimento del Vescovo di Fermo in un documento del 1059;
Dichiaratamente filopapale come dimostrano i merli guelfi dei suoi torrioni, si trovò spesso in contrasto con Montegiorgio .Il castello conteso tra Fermo e Montegiorgio, nel 1229, per ordine imperiale, divenne possedimento di quest’ultimo ma pochi anni dopo, nel 1244, venne riconquistato da Fermo. Di quest’ultima, in seguito, Rapagnano ha sempre seguito le sorti, tranne che per una breve parentesi, quando nel Quattrocento venne assediato ed espugnato da Carlo Malatesta.
Ha dato i natali a Giovanni XVII, eletto pontefice nel 1003. Nel '600-'700, ha subito notevoli trasformazioni a causa di un terremoto, come l'ampliamento della piazza, la ricostruzione delle chiese e di alcuni palazzi tra cui il Palazzo Comunale.

 

Veduta

Veduta di Rapagnano del 1639

 

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